L’ombra lunga di Greta sulla moda

Trend14/11/2019

In Francia nasce il Fashion Pact.

Si sa che l’industria della moda è fra le più inquinanti del mondo. Per questo in Francia il presidente Macron ha dato vita a un progetto per la salvaguardia dell’ambiente, finalizzato a una moda che sia il più possibile prodotta nella salvaguardia di natura ed ecosistema. Ebbene, sono 55 i marchi che hanno firmato il patto, finalizzato anche a promuovere un comportamento più responsabile da parte di consumatori e produttori e di combattere la lotta contro il cambiamento climatico. Anche Kiabi, catena francese nata a fine degli anni Settanta per creare un prêt-à-porter familiare, alla portata di tutte le tasche, ha aderito. L'obiettivo è progettare, produrre e distribuire una moda "accessibile, solidale e impegnata, riducendo la sua impronta di carbonio lungo tutta la catena del valore, dai materiali alla logistica ai magazzini.

Per questo ha sottoscritto un accordo con l’organizzazione Better Cotton Initiative, che promuove la filiera del cotone sostenibile; entro cinque anni, infatti, i capi prodotti in modo ecocompatibile rappresenteranno il 70% delle collezioni, fino a raggiungere entro il 2030 il 100% delle collezioni eco-designato.

I direttori del gruppo Kiabi, Béatrice Héricourt e Patrick Stassi hanno dichiarato: ”oggi siamo orgogliosi di unirci al "Fashion Pact" per progredire insieme su questi importantissimi temi d’attualità. Grazie al nostro impegno, a quello dei nostri fornitori, dei nostri partner e i nostri milioni di clienti in tutto il mondo, in Kiabi stiamo reinventando il nostro modello in profondità per diventare un'azienda sostenibile, più rispettosa dell'uomo e del pianeta”. Lo scorso 24 giugno il colosso francese ha presentato il progetto Kiabi Human, che illustra in dettaglio i progressi già compiuti e i progetti futuri relativi a un approccio sociale e sostenibile. Questo progetto rientra nella strategia di CSR, dimostrando ancora una volta il suo impegno in attività non solo sostenibili ma anche etiche.

L’azienda si impegna a ridurre le disuguaglianze e a combattere il divario digitale, offrendo all’interno degli e-shop un servizio gratuito di assistenza per tutti i clienti affetti da patologie visive e uditive. Si è infatti unito a ‘Sourdline’, condividendone i valori di centralità della persona e di inclusione delle diversità, attraverso un servizio mai conosciuto nel panorama italiano. In foto, un capo Kiabi.

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